Skip to main content

La vendemmia è buona ma deve crescere il valore

Pubblicato il
18 Settembre 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Per il Primitivo di Manduria è già tempo di bilanci e arriva il Rosato

Ottime notizie dal campo, nelle zone di produzione del Primitivo di Manduria la vendemmia è finita e il bilancio, dicono al Consorzio, è buono sul piano qualitativo, con uve sane, integre e caratterizzate da gradazioni elevate

Sul fronte quantitativo, invece, si registra una flessione di circa il 20% rispetto allo scorso anno. Ma sul valore economico di questa vendemmia e in particolare sul prezzo delle uve il Consorzio sottolinea che “la qualità della vendemmia 2026 deve trovare un adeguato riconoscimento economic. Dietro ogni grappolo ci sono lavoro, investimenti, competenze e sacrifici. La nostra responsabilità è lavorare affinché la crescita della denominazione possa tradursi progressivamente in maggiore valore per il territorio e in una più adeguata remunerazione per tutti gli operatori”.  

Il settore vitivinicolo si trova oggi di fronte a cambiamenti profondi, dicono al Consorzio: evoluzione climatica, trasformazione dei consumi, nuovi mercati e differenti abitudini di acquisto.

In questo scenario anche il disciplinare di produzione, che custodisce l’identità e la storia di una denominazione, deve essere capace di accompagnarne l’evoluzione quando le condizioni produttive, climatiche e di mercato lo richiedono. 

Evolvere non significa perdere identità. Significa preservarla nel tempo attraverso scelte ponderate, condivise e coerenti con il territorio.

È in questa prospettiva che si inserisce anche il percorso relativo all’introduzione del Primitivo di Manduria nella tipologia rosato, con l’obiettivo di ampliare l’offerta della denominazione, intercettare nuovi segmenti di mercato e rispondere all’evoluzione dei gusti e delle modalità di consumo, mantenendo saldo il legame con il territorio. 

 

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

Dal mondo social