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Quel riso non era Bio

Pubblicato il
18 Settembre 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Da una segnalazione di FederBio il sequestro in 14 aziende nel Pavese

Spacciato per biologico ma non lo era. E’ una frode e grazie a una segnalazione di FederBio nel 2023 si è arrivati al sequestro preventivo ee poi alla confisca di beni per un valore di circa 10 milioni di euro. La Federazione precisa che non sussistono ricadute per i cittadini, poiché le 14 aziende coinvolte erano state fermate prima del raccolto 2023 e quasi tutte erano successivamente uscite dal sistema di certificazione biologica. Il riso riconducibile a queste realtà non è quindi più in commercio da tempo, mentre la tracciabilità delle produzioni precedenti era già stata ricostruita dagli inquirenti e dagli organismi di certificazione.

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Pavia e dall’Ispettorato Repressioni Frodi.

“Avevamo riscontrato anomalie evidenti in relazione agli ingenti volumi di riso commercializzato — spiega Paolo Carnemolla, Coordinatore dell'Unità di Crisi di FederBio —. È bastato incrociare le banche dati pubbliche per capire che, a fronte di una resa normale di 4-5 tonnellate per ettaro, in questo caso i numeri raddoppiavano. Un dato incompatibile con qualsiasi produzione biologica reale. Da lì è partita la segnalazione che ha portato al maxi-sequestro. Siamo da sempre in prima linea contro gli illeciti agroalimentari, che danneggiano gli agricoltori onesti e minano la fiducia dei cittadini nel biologico. Contrastare le frodi significa tutelare gli agricoltori e le imprese della filiera che lavorano seriamente nel settore, i consumatori e l’ambiente”.

Foto di Emma Miller su Unsplash

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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