Quel riso non era Bio

Da una segnalazione di FederBio il sequestro in 14 aziende nel Pavese
Spacciato per biologico ma non lo era. E’ una frode e grazie a una segnalazione di FederBio nel 2023 si è arrivati al sequestro preventivo ee poi alla confisca di beni per un valore di circa 10 milioni di euro. La Federazione precisa che non sussistono ricadute per i cittadini, poiché le 14 aziende coinvolte erano state fermate prima del raccolto 2023 e quasi tutte erano successivamente uscite dal sistema di certificazione biologica. Il riso riconducibile a queste realtà non è quindi più in commercio da tempo, mentre la tracciabilità delle produzioni precedenti era già stata ricostruita dagli inquirenti e dagli organismi di certificazione.
L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Pavia e dall’Ispettorato Repressioni Frodi.
“Avevamo riscontrato anomalie evidenti in relazione agli ingenti volumi di riso commercializzato — spiega Paolo Carnemolla, Coordinatore dell'Unità di Crisi di FederBio —. È bastato incrociare le banche dati pubbliche per capire che, a fronte di una resa normale di 4-5 tonnellate per ettaro, in questo caso i numeri raddoppiavano. Un dato incompatibile con qualsiasi produzione biologica reale. Da lì è partita la segnalazione che ha portato al maxi-sequestro. Siamo da sempre in prima linea contro gli illeciti agroalimentari, che danneggiano gli agricoltori onesti e minano la fiducia dei cittadini nel biologico. Contrastare le frodi significa tutelare gli agricoltori e le imprese della filiera che lavorano seriamente nel settore, i consumatori e l’ambiente”.
Foto di Emma Miller su Unsplash





