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L’Italia che ha fame e quella che spreca

Pubblicato il
17 Ottobre 2025
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Due facce della stessa medaglia nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione

 La Giornata Mondiale dell’Alimentazione, è l'occasione anche per celebrare gli 80 anni della FAO e per ricordare, dati alla mano, che lo scorso anno 673 milioni di persone nel mondo ha sofferto la fame cronica ((State of Food Security and Nutrition in the World-SOFI 2025)) e 295 milioni una forma di insicurezza alimentare acuta (Global Report on Food Crises 2025).

L’Italia fa la sua parte in questo report con il 13,9% della popolazione (8 milioni di persone circa) che vive in condizioni di insicurezza alimentare. Dietro le cifre, si nasconde la realtà di famiglie costrette a ridurre la qualità o la quantità del cibo acquistato, saltare i pasti o rinunciare ai prodotti freschi perché troppo costosi. Una povertà alimentare che non è solo economica, ma anche sociale e culturale, dove la difficoltà di accesso al cibo sano si accompagna alla perdita del suo valore nutrizionale e relazionale. 

L’altra faccia della medaglia è lo spreco, 1,7 milioni di tonnellate di cibo ogni anno vanno gettate e sono l’equivalente di 3,4 miliardi di pasti con cui si potrebbero sfamare 3 milioni di persone all’anno. Impoverimento e spreco alimentare sono quindi due facce della stessa crisi. L’Italia è un Paese che spreca e che ha fame – spiega il direttore scientifico Waste Watcher, l’agro economista Andrea Segrè. E il paradosso è evidente: chi ha meno tende a sprecare di più in quantità e in qualità, il consumo di alimenti poco costosi e di basso valore nutrizionale si riflette su un aumento dello spreco domestico (+4%) e un peggioramento della dieta con effetti negativi sulla salute. Il risultato è un circolo vizioso in cui spreco e povertà si alimentano reciprocamente, aggravando disuguaglianze economiche, sociali e salutari».

 

 

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