Skip to main content

Portare il cibo a casa dal ristorante non è più un tabù

Pubblicato il
08 Febbraio 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Otto italiani su dieci lo fanno regolarmente e a proporlo sono i ristoranti

C’era una volta l’imbarazzo di dire che quella pietanza rimasta nel piatto al ristorante volevamo portarcela a casa. Per anni abbiamo tirato in ballo cani e gatti ma la realtà era che quel cibo, che in quel momento era di troppo, sarebbe stato perfetto il giorno dopo per uno spuntino. In Italia in particolare le resistenze erano più forti, ricordo di una cena a New York, almeno trenta anni fa, in cui una parte di quanto avevo ordinato era rimasta nel piatto. Non dovetti chiedere nulla, al momento del conto era già tutto nella scatola pronto per una seconda vita. Per arrivare a tanto in Italia ci sono voluti anni ma ora ci siamo. Secondo il rapporto Waste Watcher International pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro lo spreco alimentare, 8 italiani su 10 non sprecano cibo al ristorante perchè lo consumano tutto oppure se lo portano a casa. Il 93% dei clienti, infatti, riceve dal cameriere il contenitore per portarsi a casa il cibo e non si vergogna più di farlo, sei volte su 10 la proposta di recuperare il cibo avanzato arriva direttamente dal ristoratore. 

Il tema dello spreco alimentare è importante e riguarda tutta la filiera del cibo, dai produttori ai trasformatori, dalla ristorazione al consumatore. In ognuna di queste fasi si generano sprechi del valore di miliardi. Solo per l’Italia la ricerca stima in 13 miliardi il valore di ciò che finisce sprecato.

Tra i tanti tentativi di porre rimedio c’è quello di affidarsi alla tecnologie per avere uno strumento che metta in relazione chi ha un’eccedenza di cibo da smaltire (negozio, supermercati, laboratori) e chi ne ha bisogno. Alla recente edizione del SIGEP, la fiera di Rimini dedicata alla pasticceria, è stato presentato il Donometro, la nuova piattaforma della Campagna Spreco Zero e dell'applicazione Sprecometro realizzata con il sostegno di FIPE: la prima app nata per aiutare famiglie, scuole e imprese a misurare e ridurre lo spreco alimentare. Il principio è semplice: ogni giorno bar, pasticcerie e piccoli esercenti si trovano con alimenti invenduti ma ancora perfettamente consumabili. Trasformare questo surplus in risorsa sociale ed evitare che diventi rifiuto è l’obiettivo del Donometro. Attraverso la piattaforma, l’esercente potrà con pochi clic registrare e confermare la donazione. L’associazione beneficiaria riceve notifica immediata, organizza il ritiro e archivia digitalmente il flusso: un processo rapido, sicuro e tracciabile

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

Dal mondo social