Con il biologico anche la terra rende di più

Una ricerca internazionale promuove l'agricoltura biologica
Gli autori, qui la ricerca (https://soilguard-h2020.eu/) sono partiti dalla comune considerazione che la gestione ecologica possa ridurre in media le rese dei raccolti, ma i risultati dimostrano che rese elevate e biodiversità del suolo non sono necessariamente in contrasto a livello aziendale. Il team di ricercatori era guidato dall’Università di Alicante ha analizzato 179 terreni agricoli — destinati principalmente alla produzione cerealicola — in otto paesi tra Europa, Africa, Asia e America del Sud, coprendo un’ampia gamma di condizioni climatiche e livelli di degrado del suolo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Sustainability, conclude che i paesaggi agricoli con almeno il 50% di coltivazioni biologiche ottimizzano le rese, la biodiversità del suolo e funzioni ecosistemiche fondamentali come lo stoccaggio del carbonio, il ciclo dei nutrienti e la regolazione idrica. Lo studio sostiene che la transizione all’agricoltura biologica dovrebbe essere prioritaria nei suoli da moderatamente ad altamente degradati, poiché ciò massimizzerebbe i benefici ambientali riducendo al minimo la perdita di resa. Questi suoli evidenziano i ricercatori, «di solito presentano rese inferiori. Pertanto, dal punto di vista degli agricoltori e della società nel suo complesso, dare priorità alla transizione al biologico in quelle aree ridurrebbe il rischio economico e aumenterebbe i benefici ambientali ottenuti». Tale strategia consentirebbe di massimizzare la salute del suolo e la sicurezza alimentare, minimizzando al tempo stesso il rischio di conflitti legati al cambiamento del modello agricolo.





