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Il biologico ha bisogno dell’Europa

Pubblicato il
24 Febbraio 2026
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Cia contro la proposta Pac 2027: “indebolisce il mercato unico”

Il biologico italiano accelera, consolida la leadership in Ue e archivia definitivamente l’etichetta di settore di nicchia. Ora, però, serve uno scatto della politica: più risorse, meno burocrazia e una Pac realmente europea. A lanciare il messaggio, evidenziando le priorità per rafforzare il bio tricolore in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto a “Rivoluzione Bio”, evento centrale del Sana Food, insieme ad Anabio, l’associazione dedicata della Confederazione.

“Si tratta di un comparto dinamico, capace di attrarre nuove generazioni e investimenti, a dimostrazione che sostenibilità e redditività possono andare di pari passo -ha sottolineato Fini-. L’Italia è protagonista della transizione ecologica in Europa. Adesso occorrono scelte politiche coerenti e lungimiranti per consolidare questa leadership”.

Ma la proposta di riforma della Pac post 2027 procede, invece, in direzione opposta. “Non lo possiamo accettare. Frammentare e rinazionalizzare la Pac significherebbe indebolire il mercato unico e mettere a rischio proprio quei settori, come il biologico, che hanno bisogno di una cornice europea forte, stabile e coerente -ha avvertito il presidente di Cia-. Il bio non può diventare una variabile subordinata alle decisioni di bilancio dei singoli Paesi. Continua la nostra battaglia per una Pac autonoma e ben finanziata, capace di garantire continuità agli strumenti di sostegno e di destinare maggiori risorse allo sviluppo del settore, con fondi su ricerca, innovazione e promozione”.

 

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