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L’alleanza che fa bene all’Italia

Pubblicato il
25 Febbraio 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

FederBio, Slow Food e Legambiente hanno un programma

A Bologna in occasione di Sana, la manifestazione fieristica dedicata al biologico, tre tra le più importanti organizzazioni che lavorano per la tutela dell’ambiente e del cibo hanno sottoscritto un patto che varrebbe un pezzo di programma elettorale o meglio di governo.

FederBio è la federazione di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, associa produttori, trasformatori ma anche distributori di prodotti biologici; Slow Food è ormai riconosciuta a livello internazionale come il più importante promotore del diritto a un “cibo buono, pulito e giusto” fin dal manifesto del 1987; Legambiente infine è la più importante organizzazione ambientalista italiana. Insieme associano centinaia di migliaia di persone in Italia e hanno contribuito in questi anni alla formazione e diffusione di una cultura ambientalista.

Ecco perché quel programma è importante e perché potrebbe davvero diventare la piattaforma su cui unire, ancora di più, chi crede che poche altre cose abbiamo la stessa importanza di un ambiente pulito e un cibo sano. Nel merito, le tre organizzazioni propongono un programma in sei punti che mette al centro l’agroecologia come asse portante della transizione agricola italiana ed europea. È un programma alternativo alle politiche agricole che il governo Meloni sta portando avanti e che indica un’altra strada anche all’Europa.

Prendiamo per esempio i pesticidi: sappiamo (Dossier Pesticidi 2025 di Legambiente) che il 75% della frutta e il 40% della verdura risulta contaminato da residui di fitofarmaci. Non si risolve, dicono le tre organizzazioni, se non si passa all’agroecologia e non si abbandona l’agricoltura intensiva. Invece ancora una volta si dibatte, in Italia e in Europa, su come estendere le autorizzazioni per l’uso di diversi prodotti fitosanitari e allungare i periodi di tolleranza per i pesticidi vietati. Se questo è il punto centrale del programma, FederBio, Legambiente e Slow Food, indicano anche come fare a meno della chimica di sintesi e degli Ogm (vecchi e nuovi), della necessità di ridurre l’eccesso di produzione e consumo di carne con la fine della zootecnia industriale. E poi educazione alimentare, lotta ai cibi ultra-processati, economia circolare e riduzione degli sprechi ma soprattutto diritti per chi lavora con la lotta allo sfruttamento, al caporalato e alle agromafie.

Maria Grazia Mammuccini per FederBio, Barbara Nappini per Slow Food e Stefano Ciafani per Legambiente hanno confermato un’alleanza che è un segnale per la politica e la società civile. Un programma di governo su cui chiedere alle cittadine e ai cittadini italiani la fiducia. Saprà una politica così distratta cogliere l’occasione?
 
 
 
 
 
 
 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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