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TAG: Cibo e società

Una categoria che esplora il legame tra alimentazione e società: prezzi, consumi, politiche, mode e sfide globali che influenzano il nostro modo di mangiare.
24 Ottobre 2025

Packaging sostenibile: le nuove frontiere dell’imballaggio alimentare

L’imballaggio è spesso il primo contatto tra prodotto e consumatore. Ma oggi non basta più che sia bello: deve anche essere responsabile. Il packaging sostenibile è diventato una priorità per aziende, designer e startup, sempre più impegnati nella ricerca di materiali alternativi, soluzioni circolari e riduzione dell’impatto ambientale.

Tra le innovazioni più interessanti ci sono i materiali biodegradabili e compostabili, ottenuti da fonti rinnovabili come amido di mais, fibre vegetali, scarti agricoli o funghi. Questi materiali, se smaltiti correttamente, si degradano in tempi brevi senza lasciare microplastiche. Il PLA, ad esempio, è un polimero derivato dal mais che si usa per bicchieri, vaschette e pellicole. Ma sempre più startup stanno sperimentando soluzioni più avanzate, come packaging a base di micelio (la parte sotterranea dei funghi), carta riciclata impermeabilizzata con cera vegetale, o pellicole commestibili.

L’innovazione corre, ma anche la normativa fa la sua parte. In Europa, il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio punta a ridurre il volume degli imballaggi non necessari, incentivare la ricarica e vietare quelli non riciclabili entro il 2030. In Italia, molte aziende hanno già avviato percorsi di transizione, spinte sia da obblighi di legge che da una domanda più consapevole.

Oggi il packaging è anche uno strumento di comunicazione: scegliere materiali sostenibili non è solo una scelta tecnica, ma un messaggio chiaro al cliente. Ridurre, riutilizzare, compostare non sono più slogan, ma azioni concrete. E la sfida non è solo trovare l’alternativa giusta, ma ripensare l’intero ciclo di vita del prodotto, dall’origine al post-consumo.

16 Dicembre 2025

Panini gourmet: quando lo street food diventa alta cucina

Negli ultimi anni il panino gourmet è diventato uno dei protagonisti più interessanti della scena gastronomica italiana. Da cibo veloce e informale, si è trasformato in un vero e proprio piatto d’autore, capace di raccontare territori, stagioni e creatività. Merito soprattutto dei food truck di nuova generazione e degli chef che hanno deciso di uscire dalle cucine tradizionali per sperimentare su strada.

Il pane non è più un semplice supporto, ma un ingrediente fondamentale: brioche artigianali, focacce ad alta idratazione, panini ai cereali o al carbone vegetale vengono scelti con la stessa attenzione riservata a un primo piatto. All’interno trovano spazio materie prime selezionate, spesso locali o biologiche, lavorate con tecniche raffinate. C’è chi propone pulled pork cotto a bassa temperatura, chi reinventa il classico hamburger con carni frollate, chi punta su alternative vegetariane e vegane sorprendenti.

Le ricette creative giocano molto sugli equilibri: croccante e morbido, dolce e acido, caldo e freddo. Un esempio? Panino con baccalà fritto, maionese al lime e cavolo rosso marinato. Oppure una brioche salata con stracciatella, tartare di manzo e senape al miele. Fondamentali sono anche gli abbinamenti, che non si limitano agli ingredienti ma includono salse artigianali, spezie insolite e persino pairing con birre artigianali o vini naturali.

Il panino gourmet rappresenta così una nuova idea di street food: veloce, sì, ma mai banale. Un’esperienza accessibile, capace di unire alta cucina e convivialità, dove ogni morso racconta una storia fatta di passione, ricerca e gusto.

01 Dicembre 2025

Superfood italiani e importati: quali includere nella dieta

Negli ultimi anni il termine superfood è diventato onnipresente, ma cosa significa realmente? Non è una categoria regolata dal punto di vista legislativo, bensì un’espressione marketing che identifica alimenti particolarmente densi di nutrienti: vitamine, minerali, antiossidanti, aminoacidi. Anche se spesso esaltati come “miracolosi”, i superfood non sono cure magiche, ma possono essere utili alleati all’interno di una dieta sana.

Sebbene molti pensino che i supercibi siano esotici, l’Italia offre un patrimonio nutrizionale altrettanto ricco. Legumi (ceci, lenticchie, fagioli), cereali antichi come il farro, verdure a foglia scura (come il cavolo nero), semi di lino o di zucca e olio extravergine di oliva rientrano tra i superfood nostrani.

Questi alimenti sono ricchi di fibre, proteine vegetali, acidi grassi essenziali e antiossidanti, e riflettono la forza della dieta mediterranea.

Altri “superfood della nonna” segnalati da Coldiretti includono varietà tradizionali meno note: per esempio carota viola, cipolla rossa antica, fagioli tipici, pomodorini rustici. Questi cibi non sono solo nutrienti, ma custodiscono una ricca storia locale.

I superfood possono offrire un supporto reale: grazie al contenuto elevato di antiossidanti, minerali e composti bioattivi, contribuiscono a sostenere il sistema immunitario, a contrastare lo stress ossidativo e a regolare l’infiammazione.

Tuttavia, va sottolineato che non esistono alimenti “miracolosi”: secondo alcuni esperti non ci sono prove definitive che un particolare superfood da solo possa prevenire malattie.

Integrare questi alimenti nel quotidiano è più semplice di quanto sembri. Un’idea gustosa è usare il cavolo nero. Le foglie, dopo una breve sbollentatura, si frullano insieme a frutta secca, aglio, olio extravergine d’oliva e un po’ di formaggio, ottenendo un pesto cremoso e aromatico. Questo condimento è perfetto per linguine o altra pasta, trasformando un piatto semplice in un pasto ricco di fibre, vitamine e antiossidanti. È un modo facile e veloce per gustare le proprietà nutritive del cavolo nero senza rinunciare al sapore. I superfood non sono un’invenzione solo esotica né una bacchetta magica per la salute: sono alimenti con proprietà nutritive elevate che, se integrati in un’alimentazione equilibrata, possono dare un contributo importante al benessere.

I superfood italiani, poi, rappresentano un ponte tra tradizione e innovazione: ingredienti semplici, radicati nel territorio, ma straordinariamente potenti dal punto di vista nutrizionale. Saperli valorizzare in cucina significa anche riscoprire il valore della biodiversità e della cultura alimentare del nostro Paese.

10 Luglio 2026

Terra Madre 2026: la biodiversità protagonista a Torino

Dal 24 al 27 settembre il centro di Torino ospiterà la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, il principale appuntamento internazionale dedicato al cibo e alle politiche agricole.

La manifestazione, promossa da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, proporrà centinaia di eventi tra conferenze, degustazioni, incontri e il grande Mercato con produttori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Coinvolti anche scuole, quartieri, ristoranti dell’Alleanza Slow Food e locali segnalati dalla Guida Osterie, chiamati ad accogliere delegati, giornalisti e appassionati già nelle settimane precedenti.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà la biodiversità, tema su cui Slow Food lavora da quarant’anni attraverso progetti come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza dei Cuochi. Per l’associazione, la diversità non riguarda soltanto l’agricoltura, ma anche gli aspetti sociali e culturali: rappresenta un’alternativa alla monocultura, al consumismo e alla semplificazione del pensiero.

Secondo la visione di Terra Madre, la biodiversità è una risorsa fondamentale per costruire una società più resiliente, capace di valorizzare lo scambio tra culture e il legame tra persone, territori e ambiente. Le tradizioni gastronomiche, infatti, sono il risultato di secoli di incontri, contaminazioni e adattamenti ai diversi contesti climatici e geografici.

Durante l’evento saranno presentati gli Atlanti dell’Arca del Gusto, realizzati con l’ Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food Editore, che documentano la biodiversità regionale raccogliendo oltre 1.200 prodotti italiani dell’Arca del Gusto e i Presìdi Slow Food.

Il programma si estenderà oltre i quattro giorni della manifestazione con il Road to Terra Madre, in calendario dal 1° maggio al 20 settembre in Italia e nel mondo, e con Terra Madre Off, previsto a Torino e in Piemonte dal 21 al 28 settembre.