Skip to main content

TAG: Cibo e società

Una categoria che esplora il legame tra alimentazione e società: prezzi, consumi, politiche, mode e sfide globali che influenzano il nostro modo di mangiare.
01 Luglio 2026

Niente ricci di mare fino al 2029

La Regione Puglia estende il fermo biologico per altri tre anni

Il Consiglio regionale della Puglia ha prorogato fino al 30 giugno 2029 il fermo biologico per il riccio di mare, rafforzando le misure di salvaguardia già avviate nel 2023. Secondo i dati raccolti nei primi 3 anni di applicazione della legge regionale, il fermo ha favorito un recupero della popolazione del riccio di mare, con una crescita degli esemplari più maturi nelle aree monitorate. Gli approfondimenti scientifici hanno però confermato la necessità di proseguire con le misure di tutela, perché il ripopolamento richiede tempi più lunghi e restano fenomeni di pesca abusiva e commercializzazione illegale.

Con la nuova legge la Regione punta a consolidare il percorso già intrapreso, con l’obiettivo di ricostituire stabilmente la specie, proteggere l’ecosistema marino e tenere conto delle esigenze del comparto della pesca professionale.Tra le novità previste figurano l’istituzione di un monitoraggio scientifico permanente, la creazione di un Tavolo tecnico scientifico regionale e la possibilità di attivare, solo sulla base di evidenze scientifiche, programmi sperimentali e temporanei di prelievo contingentato riservati esclusivamente ai pescatori professionisti regolarmente autorizzati. La norma prevede anche azioni di ripopolamento controllato, semine e reintroduzioni in aree idonee, progetti per il recupero delle praterie di posidonia e l’istituzione e promozione del marchio Riccio di Puglia. Sono inoltre previste misure di sostegno per i pescatori professionali pugliesi, attraverso contributi compensativi, indennizzi per il fermo biologico, possibilità di riconversione verso altre attività della filiera e coinvolgimento diretto nei progetti di monitoraggio e ripopolamento. Secondo quanto riportato nel comunicato, i pescatori interessati sarebbero circa 80.

 

 

24 Ottobre 2025

Packaging sostenibile: le nuove frontiere dell’imballaggio alimentare

L’imballaggio è spesso il primo contatto tra prodotto e consumatore. Ma oggi non basta più che sia bello: deve anche essere responsabile. Il packaging sostenibile è diventato una priorità per aziende, designer e startup, sempre più impegnati nella ricerca di materiali alternativi, soluzioni circolari e riduzione dell’impatto ambientale.

Tra le innovazioni più interessanti ci sono i materiali biodegradabili e compostabili, ottenuti da fonti rinnovabili come amido di mais, fibre vegetali, scarti agricoli o funghi. Questi materiali, se smaltiti correttamente, si degradano in tempi brevi senza lasciare microplastiche. Il PLA, ad esempio, è un polimero derivato dal mais che si usa per bicchieri, vaschette e pellicole. Ma sempre più startup stanno sperimentando soluzioni più avanzate, come packaging a base di micelio (la parte sotterranea dei funghi), carta riciclata impermeabilizzata con cera vegetale, o pellicole commestibili.

L’innovazione corre, ma anche la normativa fa la sua parte. In Europa, il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio punta a ridurre il volume degli imballaggi non necessari, incentivare la ricarica e vietare quelli non riciclabili entro il 2030. In Italia, molte aziende hanno già avviato percorsi di transizione, spinte sia da obblighi di legge che da una domanda più consapevole.

Oggi il packaging è anche uno strumento di comunicazione: scegliere materiali sostenibili non è solo una scelta tecnica, ma un messaggio chiaro al cliente. Ridurre, riutilizzare, compostare non sono più slogan, ma azioni concrete. E la sfida non è solo trovare l’alternativa giusta, ma ripensare l’intero ciclo di vita del prodotto, dall’origine al post-consumo.

16 Dicembre 2025

Panini gourmet: quando lo street food diventa alta cucina

Negli ultimi anni il panino gourmet è diventato uno dei protagonisti più interessanti della scena gastronomica italiana. Da cibo veloce e informale, si è trasformato in un vero e proprio piatto d’autore, capace di raccontare territori, stagioni e creatività. Merito soprattutto dei food truck di nuova generazione e degli chef che hanno deciso di uscire dalle cucine tradizionali per sperimentare su strada.

Il pane non è più un semplice supporto, ma un ingrediente fondamentale: brioche artigianali, focacce ad alta idratazione, panini ai cereali o al carbone vegetale vengono scelti con la stessa attenzione riservata a un primo piatto. All’interno trovano spazio materie prime selezionate, spesso locali o biologiche, lavorate con tecniche raffinate. C’è chi propone pulled pork cotto a bassa temperatura, chi reinventa il classico hamburger con carni frollate, chi punta su alternative vegetariane e vegane sorprendenti.

Le ricette creative giocano molto sugli equilibri: croccante e morbido, dolce e acido, caldo e freddo. Un esempio? Panino con baccalà fritto, maionese al lime e cavolo rosso marinato. Oppure una brioche salata con stracciatella, tartare di manzo e senape al miele. Fondamentali sono anche gli abbinamenti, che non si limitano agli ingredienti ma includono salse artigianali, spezie insolite e persino pairing con birre artigianali o vini naturali.

Il panino gourmet rappresenta così una nuova idea di street food: veloce, sì, ma mai banale. Un’esperienza accessibile, capace di unire alta cucina e convivialità, dove ogni morso racconta una storia fatta di passione, ricerca e gusto.