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TAG: Cucina toscana

Un viaggio tra i sapori della Toscana: dal Chianti all’olio extravergine, dai formaggi ai piatti tipici delle campagne e dei borghi.
10 Ottobre 2025

La Fiorentina diventa ambasciatrice della Toscana

Un nuovo accordo sarà siglato tra l’Accademia della Fiorentina e Vetrina Toscana. Come annunciato dall’assessore regionale all’economia e al commercio Leonardo Marras durante un evento a Cinigiano, nel grossetano, si punta a valorizzare uno dei simboli più amati della cucina toscana: la Bistecca alla Fiorentina.

Non solo un piatto, ma un vero emblema identitario, capace di raccontare una terra attraverso i suoi sapori, le sue razze bovine, i suoi metodi di allevamento e di cottura tramandati nel tempo. L’obiettivo è rafforzare l’immagine della Toscana come meta d’eccellenza per il turismo del gusto, creando un ponte tra ristorazione, cultura e territorio.

La collaborazione tra l’Accademia e Vetrina Toscana nasce per promuovere la bistecca in tutte le sue sfumature — gastronomiche, culturali e storiche — e inserirla a pieno titolo nei percorsi turistici regionali, dalle campagne maremmane alle tavole fiorentine. Un passo importante che si inserisce nella più ampia strategia di riconoscimento europeo come “Specialità Tradizionale Garantita (STG)”, già presentata a Bruxelles lo scorso giugno.

“L’ottenimento della certificazione STG – ha spiegato Marras – è essenziale per tutelare e promuovere non solo una ricetta, ma un metodo produttivo che rappresenta la storia e l’identità della Toscana. La bistecca non è patrimonio esclusivo di Firenze, ma di tutta la regione e, in particolare, della provincia di Grosseto, da sempre legata all’allevamento della razza Maremmana.”

La sfida è duplice: da un lato proteggere la tradizione autentica di questo piatto, difendendolo dalle imitazioni; dall’altro renderlo protagonista di un turismo consapevole, che scelga la Toscana anche per vivere esperienze culinarie legate alla sua identità più genuina.

Con questo accordo, la Bistecca alla Fiorentina non è solo un’eccellenza gastronomica, ma diventa una bandiera della toscanità, un racconto di sapori e territori che unisce produttori, ristoratori e visitatori in un’unica storia di gusto e cultura.

30 Ottobre 2025

Legumi dimenticati: ceci neri e fagioli zolfini protagonisti in cucina

I legumi antichi rappresentano un patrimonio prezioso della nostra agricoltura e della tradizione culinaria, capaci di raccontare secoli di storia e di cultura alimentare. Tra questi troviamo varietà come ceci neri, fave di Controne, lenticchie di Castelluccio, piselli di Sant’Anna, spesso legate a territori specifici e a pratiche agricole sostenibili. Questi legumi, coltivati con metodi tradizionali e rispettosi dell’ambiente, hanno ritrovato nuova attenzione grazie al crescente interesse per una dieta equilibrata e per prodotti locali e di qualità.

Dal punto di vista nutrizionale, i legumi antichi sono ricchi di proteine vegetali, fibre, vitamine del gruppo B e minerali come ferro, zinco e magnesio, con un basso contenuto di grassi. Sono alleati preziosi per il benessere digestivo e per il controllo del metabolismo, e si inseriscono perfettamente in diete vegetariane e vegane, ma anche in piatti della cucina tradizionale e moderna, grazie alla loro versatilità.

In cucina possono essere protagonisti di minestre, zuppe, insalate e piatti unici, oppure trasformati in creme, hummus o burger vegetali. Il loro sapore intenso e la consistenza rustica li rendono ideali anche per preparazioni più creative, dove l’antico incontra il contemporaneo. La collaborazione con piccoli produttori locali permette di valorizzare il legume nella sua forma più autentica, sostenendo la biodiversità e le economie dei territori.

Un esempio originale è la crema tiepida di ceci neri con agrumi e timo: dopo averli cotti e scolati, i ceci vengono frullati insieme a un filo d’olio, scorza di arancia e succo di limone fino a ottenere una consistenza vellutata. La crema si serve tiepida, guarnita con foglioline di timo fresco e qualche goccia di olio aromatizzato, creando un piatto elegante e profumato, dove il gusto rustico dei legumi si sposa con note agrumate e aromatiche, ideale come antipasto o base per tartine creative.